BISCOTTI ALLE MANDORLE, I TOSCANISSIMI CANTUCCI

BISCOTTI ALLE MANDORLE, I TOSCANISSIMI CANTUCCI

Questi biscotti alle mandorle rappresentano la quintessenza del cibo toscano. Sono estremamente semplici, e la bontà di questa ricetta dipende dalla qualità degli ingredienti.
Io li impasto sempre su una spianatoia di legno perché amo la sensazione dell’impasto tra le mani, anche se sarebbe più facile usare un robot da cucina.
Probabilmente questi biscotti sono nati da in impasto simile al pane, con la pasta-madre che è alla base di tutti i dolce europei, arricchito da uova, miele o il costosissimo zucchero di canna e mandorle; questi ultimi furono introdotti in Italia dagli arabi, la cui presenza o contatto furono costanti per secoli.
Questa ricetta è molto comune nella cultura occidentale, con alcune differenze dovute a variazioni regionali, e questi biscotti sono molto popolari, conosciuti come biscotti in Nord America, probabilmente importati dagli immigrati italiani.
La ricetta è molto simile in tutta Italia: in Sicilia sono semplicemente biscotti alle mandorle, pepatelli in una versione più rustica in Molise, ma qui la ricetta è ancora più somigliante a quella creata probabilmente nel medioevo, grazie all’uso di pepe nero, buccia d’arancia, miele e assenza di lievito.
Amo la versione toscana in particolare perché ci offre un dessert privo di lattosio per i nostri ospiti, con pochissimi grassi e perfetta se si ha bisogno di zuccheri da bruciare immediatamente.

Cantucci
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Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 40 minuti
Tempo totale: 60 minuti
Dosi per: 90 pezzi.

Ingredienti

  • 500 g. farina 00
  • 400 g. zucchero
  • 3 uova grandi
  • 60 ml Vin Santo
  • 15 g lievito per dolci
  • 300 g mandorle non pelate

Procedimento

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About the Author

Crescendo in Emilia-Romagna, una regione rinomata per il Parmigiano, il prosciutto di Parma, le lasagne e la pasta ripiena, una parte predominante della mia infanzia l’ho trascorsa in cucina con mia nonna e mia mamma.
Fin dai miei primi anni di vita, ho avuto la consapevolezza che per loro cucinare esprimeva tutto il loro amore per la famiglia. Ricordo ancora con nostalgia quel tepore familiare, e ciò che mi manca di più è il mio pattugliamento attorno ai fornelli, attendendo l’occasione di rubare un boccone.