CREMA O CREMINI FRITTI, UN’ALTRA MERAVIGLIA ITALIANA

CREMA O CREMINI FRITTI, UN’ALTRA MERAVIGLIA ITALIANA

La crema o cremini fritti sono un piatto versatile. A seconda di dove ci si trovi in Italia, ha molte variazioni diverse: nelle Marche e in Emilia viene considerato un antipasto, parte di un fritto misto sontuoso formato da delizie fritte quali mele, olive all’ascolana, varie carni, verdure e fiori di zucca.
I vari elementi che ne fanno parte variano a seconda della stagionalità.Vi sono anche piccole differenze dovute alla pastella o panatura di questo antipasto fritto. I nostri antenati, che dovevano veramente avere degli stomaci di ferro, crearono questi piatti in tempi in cui le case non avevano sistemi di riscaldamento efficiente come quelli attuali e tutti svolgevano una vita molto più attiva.
Una domanda che molti clienti stranieri pongono è “Ma veramente voi italiani mangiate tutte queste portate e cibo in un singolo pasto?” Generalmente una persona della mia generazione non ce la fà, a meno che non si tratti di un’occasione o festività speciale. Comunque, amiamo offrire ai nostri ospiti un saggio della ricchezza e varietà della gastronomia italiana. Un tentativo generoso che viene talvolta interpretato erroneamente come il tentativo di ucciderli con il cibo, in un eccesso di gentilezza.
A Venezia questo piatto viene considerato un dessert di Carnevale e fa parte dell’incredibile varietà di dolci fritti che noi Italiani adoriamo.
Come i cenci, fa parte di una collezione di ricette di dolci fritti.

fried custard - cremini fritti
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Tempo di preparazione: 40 minuti
Tempo di cottura: 30 minuti
Tempo totale: 2 ore e 50 minuti (le 2 ore per il raffreddamento della crema)
Dosi: per 4 persone

Ingredienti

  • PER LA CREMA
  • 100 g. zucchero più un altro po' da spargere a fine cottura.
  • 3 tuorli
  • 35 g. farina 00
  • 35 g. amido di mais
  • 500 ml. latte intero
  • 1 bacca di vaniglia o 1 bustina di vanillina
  • 2 or 3 strisce di buccia di limone non trattato (solo la parte gialla)
  • PER PANARE E FRIGGERE
  • pangrattato
  • 2 uova
  • olio di semi di girasole

Preparazione

LA CREMA
In una casseruola, mescolare delicatamente i tuorli con lo zucchero, la farina e l’amido di mais, eliminando ogni grumo. Mescolare più energicamente fino a quando l’impasto impallidisce, per 1 o 2 minuti. Sempre continuando a mescolare, aggiungere il latte, in un flusso continuo e costante. Unisci tutto l’impasto, ripulendo i bordi della casseruola. Aggiungere i semi della vaniglia o la vanillina e le scorze di limone.
Cucinare la crema fuoco medio, mescolando continuamente, fino a quando inizia a rapprendere. Continuare a cucinare per 6-10 minuti, mescolando continuamente fino a quando la crema si rapprende sul retro di un cucchiaio. Togliere la casseruola dal fuoco (non deve arrivare a bollire) e togliere la scorza di limone.
Versare la crema in una pirofila foderata di carta forno, aiutandosi con una spatola di silicone.
Lasciarla raffreddare.
Passare un coltello attorno a lati della crema per staccare la crema dalla carta forno, coprire con un piatto e ribaltare la crema sul piatto. Togliere la carta forno e tagliare in cubetto o rombi.
IMPANARE E FRIGGERE
Versareil pangrattato in una ciotola a bordi bassi o su un pezzo di Scottex.
Rompere le uova in una zuppiera e sbatterle velocemente.
Con le dita, prendereogni cubetto e immergerlo nelle uova, per poi passarlo nel pangrattato.
Friggere fino a quando sono dorati, e una volta scolati dall’olio, cospargerli di zucchero.
NOTA
La crema può venire cotta e lasciata nel piatto un giorno prima.

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About the Author

Crescendo in Emilia-Romagna, una regione rinomata per il Parmigiano, il prosciutto di Parma, le lasagne e la pasta ripiena, una parte predominante della mia infanzia l’ho trascorsa in cucina con mia nonna e mia mamma.
Fin dai miei primi anni di vita, ho avuto la consapevolezza che per loro cucinare esprimeva tutto il loro amore per la famiglia. Ricordo ancora con nostalgia quel tepore familiare, e ciò che mi manca di più è il mio pattugliamento attorno ai fornelli, attendendo l’occasione di rubare un boccone.