La via Italiana del maiale … dalla Romagna a Firenze

La via Italiana del maiale … dalla Romagna a Firenze

Romagnola verace, mi sono trasferita a Firenze da Ravenna quando finalmente ho trovato qualcuno che ha fatto di me una donna rispettabile!

Per chi non conosce l’Emilia-Romagna, una regione orientale del settentrione d’Italia, noi siamo quelli sul mare, quelli che immediatamente offrono ai loro ospiti un bel bicchiere di vino (non d’acqua, come in Emilia).

Bon vivants e passionali, i nostri bambini crescono immersi nella bellezza, nell’arte, nella storia e in sapori inarrivabili. Il cibo stesso parla della nostra storia e delle influenze portate da tutti coloro che hanno abitato la nostra terra, sia che venissero per commerciare o invaderci.

Nonostante io viva a Firenze da più di 18 anni, non ho perso le mie inconfondibili “s” e “z”, insieme alla mia joie-de-vivre.

Unendo le mie passioni, la cucina e la cultura, mi godo le gioie dell’esplorazione dei deliziosi orizzonti della tradizione culinaria italiana e delIa diffusione della sua conoscenza con altri compagni di viaggio, amici e viaggiatori curiosi.

L’amore per la carne di maiale anima I romagnoli da più di 2000 anni. Il calo drastico della popolazione locale di cinghiali si è verificata in tempi relativamente recenti, così in effetti è stato un amore a due facce che mi ha portato in Toscana, dove ho potuto saziarmi di cinghiale a volontà.

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Crescendo in Emilia-Romagna, una regione rinomata per il Parmigiano, il prosciutto di Parma, le lasagne e la pasta ripiena, una parte predominante della mia infanzia l’ho trascorsa in cucina con mia nonna e mia mamma.
Fin dai miei primi anni di vita, ho avuto la consapevolezza che per loro cucinare esprimeva tutto il loro amore per la famiglia. Ricordo ancora con nostalgia quel tepore familiare, e ciò che mi manca di più è il mio pattugliamento attorno ai fornelli, attendendo l’occasione di rubare un boccone.