LATTE IMPERIALE, IL DESSERT DELLE FESTE.

LATTE IMPERIALE, IL DESSERT DELLE FESTE.

Questo latte imperiale è una ricetta di famiglia e discende dal tradizionale “latte alla portoghese” o il più internazionale “crème caramel”. Con nomi diversi è molto diffuso in tutta la gastronomia occidentale.
Gli ingredienti sono semplici: uova, zucchero, latte, vaniglia si fondono in un armonioso dessert, al quale viene dato un tocco particolare grazie all’aggiunta delle mandorle ridotte in polvere con gli amaretti. Questo ultimo tocco fu conferito dalla mia bisnonna, che cucinava in una cucina economica. Doveva quindi regolare perfettamente il carbone all’interno del forno, e cucinava ponendo braci ardenti sul coperchio metallico dello stampo.
Questo è un piatto di origine ispanica, ed era estremamente diffuso nei ristoranti europei negli ultimi decenni del ventesimo secolo, probabilmente dovuto alla comodità, per i ristoratori, di poterlo preparare con un notevole anticipo e conservarlo fino alla richiesta dei clienti.
Gli ingredienti fondamentali di questa ricetta riportano all’uso di uova e latte mescolati per sfruttarne quelli che erano considerate le virtù medicamentose dell’uovo sin dall’antichità. Nel Medioevo questi ingredienti vennero valorizzati grazie alla necessità di consumare alimenti alternativi alla carne nei periodi di digiuno, soprattutto durante la Quaresima, anche se in ambito ispanico l’attenzione viene dirottata soprattutto sulle uova “flan de huevo” o più semplicemente “flan”, e non sul latte.

Imperial Milk Latte Imperiale
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Tempo di preparazione: 15 minuti
Tempo di cottura: 60 minuti
Tempo totale: 2 ore (incluso il tempo di raffreddamento del latte)
Dosi per: 8-10 persone.

Ingredienti

  • Per la crema
  • L. 1 latte intero
  • G. 60 mandorle spellate
  • N. 4 Amaretti
  • G. 100 zucchero semolato
  • 7 uova a temperatura ambiente
  • 1 baccello di vaniglia
  • Per il caramello
  • 1 cucchiaio d’acqua
  • G. 80 zucchero
  • Stampo da 24 cm.

Procedimento

Versare il latte in una pentola, aggiungervi la polpa e I semi della bacca di vaniglia e portare ad ebollizione.
Riscaldare il forno a 180°, rovesciare le mandorle su una teglietta coperta da carta forno e farle tostare per circa 10 minuti, fino a quando non assumono un bel colore oro giallo. Lasciarle raffreddare.
Versare gli ingredienti per il caramello direttamente nello stampo. Proteggendosi le mani con guanti da forno, tenere lo stampo su una fiamma bassa finché lo zucchero non si è sciolto. Aumentare il calore e portare la salsa a bollore. Lasciare bollire la salsa senza mescolare fino a quando non assume un bel colore bronzo, facendo ruotare lo stampo sulla fiamma di tanto in tanto. Inclinare lo stampo in modo da distribuire uniformemente il caramello sul fondo (non sui lati) dello stampo.
Versare le mandorle, gli amaretti ed un cucchiaio di zucchero in un frullatore e macinare gli ingredienti finché non si riducono ad una polvere finissima.
Con una frusta elettrica o una planetaria, mescolare le uova, il resto dello zucchero fino a quando sono pallidi. Aggiungere la polvere di mandorle e amaretti e il latte, filtrandolo. Versare la crema nello stampo preparato precedentemente.
Mettere lo stampo in una teglia e aggiungervi abbastanza acqua da arrivare fino alla metà dei bordi dello stampo.
Mettere in forno a 160° per 1 ora e poi azionare il grill a 200° per 5 minuti.
In genere, nel caso del Latte alla Portoghese tradizionale, lo stampo è coperto da un coperchio in modo ma mantenere la cima della crema soffice. In questo caso, invece, le mandorle e i biscotti devono salire durante la cottura per formare una crosticina croccante.
Passare un coltello a lama fine e liscia lungo I bordi dello stampo per staccarlo. Rovesciare la crema nel piatto da portata e servire.

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About the Author

Crescendo in Emilia-Romagna, una regione rinomata per il Parmigiano, il prosciutto di Parma, le lasagne e la pasta ripiena, una parte predominante della mia infanzia l’ho trascorsa in cucina con mia nonna e mia mamma.
Fin dai miei primi anni di vita, ho avuto la consapevolezza che per loro cucinare esprimeva tutto il loro amore per la famiglia. Ricordo ancora con nostalgia quel tepore familiare, e ciò che mi manca di più è il mio pattugliamento attorno ai fornelli, attendendo l’occasione di rubare un boccone.