ZUPPA DI CIPOLLE, LA PIÙ NOBILE DI TUTTE

ZUPPA DI CIPOLLE, LA PIÙ NOBILE DI TUTTE

Questa zuppa di cipolle affonda le sue radici profondamente nella tradizione toscana, anche se divenne famosa quando venne adottata dai francesi e conosciuta internazionalmente come soup à l’oignon.
Secondo la tradizione toscana, la ricetta necessita della cipolla rossa di Certaldo, la cui reputazione era così consolidata che venne citata pure nel Decamerone di Boccaccio.
Certaldo non è solo il luogo di nascita di Boccaccio, ma anche la località nella quale si produce questa cipolla, famosa in Toscana sin dal medioevo.
Il padre di questo genere letterario, la novella, che divenne il modello de I Racconti di Canterbury, celebra questo meraviglioso ortaggio in una novella nella quale il protagonista è un monaco chiamato Frate Cipolla che parla dell’abbondanza e fama di questo vegetale: “Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castel di Valdelsa posto nel nostro contado, con ciò sia cosa che quel terreno produca cipolle famose per tutta Toscana“.
Questa cipolla è così importante per questa cittadina che fu addirittura aggiunta allo stemma della città nel corso del XII secolo – uno scudo rosso e bianco con una cipolla al centro e il motto ““Per natura sono forte e dolce ancora/ e piaccio a chi sta e a chi lavora”.
La cipolla rossa venne celebrata successivamente da Caterina de Medici, che esportò la zuppa di cipolle toscana in Francia, insieme ai suoi cuochi italiani.
Ogni anno la cipolla viene festeggiata in molte sagre a Certaldo, specialmente alla fine di agosto, quando ho avuto la possibilità di assaggiare la famosa zuppa eseguita secondo la semplice ricetta toscana.
Per ritornare alla donna che ha contribuito a rendere così famosa questa ricetta rustica, Caterina de Medici probabilmente consumava questa zuppa arricchita da altri ingredienti che erano molto popolari nelle cucine delle corti rinascimentali, che sarebbero però piuttosto duri da accettare per i nostri palati contemporanei.
Mentre “chi lavora” consumava la zuppa fatta secondo la ricetta illustrata sotto, i cuochi di “chi sta” arricchivano la zuppa aggiungendo mandorle, zucchero, agresto (un succo molto acido ricavato dalla pressatura di uve acerbe usato sin dal medioevo nell’Europa occidentale) e cannella juice made by pressing unripe grapes used since the Middle Ages all over Western Europe), tutti elementi estremamente costosi al tempo.

Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 1 ora e 15 minuti
Tempo totale: 1 ora + 30 minuti
Dosi per: 4 persone.

Ingredienti

  • 4 grosse cipolle, possibilmente rosse, affettate finemente, con una mandolina sarebbero perfette
  • 5 cucchiai di olio EVO
  • 1 litro di acqua o brodo (sia di manzo, pollo o vegetale)
  • 8 cucchiai di pecorino grattugiato
  • 250 ml. di vino bianco secco
  • 4 fette di pane toscano raffermo, grigliato
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About the Author

Crescendo in Emilia-Romagna, una regione rinomata per il Parmigiano, il prosciutto di Parma, le lasagne e la pasta ripiena, una parte predominante della mia infanzia l’ho trascorsa in cucina con mia nonna e mia mamma.
Fin dai miei primi anni di vita, ho avuto la consapevolezza che per loro cucinare esprimeva tutto il loro amore per la famiglia. Ricordo ancora con nostalgia quel tepore familiare, e ciò che mi manca di più è il mio pattugliamento attorno ai fornelli, attendendo l’occasione di rubare un boccone.